Il concetto di trekking letterario si fonda sull'idea di esplorare i paesaggi italiani attraverso una lente culturale e letteraria. Questi itinerari non sono semplicemente percorsi escursionistici, ma veri e propri viaggi nel tempo e nello spazio, dove le parole degli autori risuonano tra montagne e valli. Ogni cammino è un'opportunità per scoprire non solo la bellezza naturale del nostro paese, ma anche i legami profondi tra la letteratura e il paesaggio, unendo l'amore per la lettura con la meraviglia della natura.
L'importanza della lettura durante il trekking
Mentre si attraversano i migliori itinerari del nostro paese, la lettura diventa un compagno di viaggio insostituibile. Un libro nello zaino può trasformare una semplice passeggiata in un'esperienza di introspezione e connessione con il territorio. La scuola del trekking letterario insegna a camminare con la mente aperta, pronta a ricevere le novità circolare che solo la natura incontaminata può offrire. Leggere in queste meravigliose ambientazioni arricchisce il cammino, rendendolo un momento di riflessione e scoperta. Ogni pagina letta è un passo in più verso una maggiore comprensione della cultura e della storia del luogo che si sta esplorando, scoprendo il dialogo continuo che si viene a creare tra il testo e l’ambiente che lo ha ispirato.
1° Itinerario: Le Cinque Terre e le opere di Montale
“Meriggiare pallido e assorto presso un rovente muro d’orto… Osservare tra frondi il palpitare lontano di scaglie di mare…” (Meriggiare pallido e assorto - da Ossi di seppia, Torino 1925)
Le Cinque Terre, con la loro bellezza mozzafiato, sono la prima proposta di itinerario di questo affascinante viaggio letterario. Montale, poeta simbolo del Novecento italiano, ha trovato ispirazione in questi luoghi, trasformando le sue parole in immagini vivide del paesaggio ligure. I caratteristici borghi, con le loro case colorate arrampicate sulle scogliere, il profumo dei limoni e l'azzurro intenso del mare, sono stati il palcoscenico perfetto per le sue riflessioni sulla vita, sull'amore e sulla natura.
Montale e il legame con il territorio
La poesia di Montale è intrinsecamente legata alle Cinque Terre, dove il mare e la terra si fondono in un abbraccio eterno. Le sue opere riflettono le asperità e le bellezze di questa regione, rendendo il cammino attraverso i sentieri un'esperienza di scoperta e riflessione. Ogni passo lungo i sentieri che collegano i vari borghi è un invito a immergersi nella natura e a contemplare il paesaggio che ha ispirato il poeta. Le onde che si infrangono sugli scogli, il canto degli uccelli e il profumo della macchia mediterranea sono elementi che ritornano frequentemente nei suoi versi: si crea così un profondo legame tra la sua arte e la realtà che lo circonda. Il visitatore, seguendo il percorso di Montale, non solo esplora un territorio unico, ma riscopre anche se stesso attraverso la poesia e la contemplazione della bellezza naturale.
Percorso Trekking: Le Cinque Terre “Montaliane”
Tappa 1: Monterosso al Mare
- Inizio nella piazza centrale, da qui si sale tra vicoli fino ai terrazzamenti di limoni e ulivi. Montale vi trascorse le estati in “Villa Montale”, chiamata da lui “la pagoda giallognola” .
- Da qui si percorre il sentiero che sale verso Punta Mesco, passando tra canne e arbusti, con vista panoramica sull’intero golfo.
Montale apre con una contrapposizione tra la sua poesia del “quotidiano” e quella aristocratica. Il giardino nascosto dietro un portone, tra limoni, getta luce e calore, proprio come i terrazzamenti nascosti tra le rocce di Monterosso. Il clima delle Cinque Terre emerge nitidamente nella quarta strofa:
“Quando un giorno d’una porta cochère mal fermata
tra gli alberi d’una corte
si mostra a noi il giallo dei limoni;
e il gel del cuore si sfà,
e in piena petto ci versano
le trombe d’or della solarità.” (I limoni - da Ossi di Seppia, Torino1925)
Oppure in un’immagine più paesaggistica:
“Le viuzze che seguono i ciglioni,
discendono tra i ciuffi delle canne
e mettono negli orti, tra gli alberi dei limoni.” (I limoni - op. cit.)
Un chiaro rimando agli stretti sentieri, ai ciglioni scoscesi, alle canne selvatiche e ai limoneti terrazzati di Monterosso.
Tappa 2: Sentiero Azzurro (Sentiero n. 2)
- Da Monterosso a Vernazza si attraversano gradoni e canaletti, con terrazzamenti di vite e limoni a picco sul mare.
- Si prosegue fino a Corniglia, poi Manarola e infine Riomaggiore, passando per il celebre tratto della Via dell’Amore.
"Tu non ricordi la casa dei doganieri
sul rialzo a strapiombo sulla scogliera:
desolata t’attende dalla sera
in cui v’entrò lo sciame dei tuoi pensieri
e vi sostò irrequieto…
Libeccio sferza da anni le vecchie mura" (La casa dei doganieri - da La bufera e altro, Venezia, 1956)
Questa casa “sul rialzo a strapiombo” fa chiaramente riferimento a un edificio di Monterosso – probabilmente parte della vecchia stazione fronte mare – sferzato dal vento e invaso dai ricordi
Tappa 3: Punta del Mesco – Corniglia
- Sentiero di cresta (Alta Via n. 1). Si cammina su antichi solchi, scogliere ventose e canneti, con scorci su terrazzamenti punteggiati di limoni e muri a secco.
- Arrivo a Corniglia, arroccata su un promontorio, tra vigneti e scala di 382 gradini.
“Vedo il sentiero che percorsi un giorno
come un cane inquieto; lambe il fiotto,
s'inerpica tra i massi e rado strame
a tratti lo scancella. E tutto è uguale.
Nella ghiaia bagnata s'arrovella
un'eco degli scrosci. Umido brilla
il sole sulle membra affaticate dei curvi spaccapietre che martellano.
Polene che risalgono e mi portano
qualche cosa di te. (Punta del Mesco - da Le Occasioni, Torino 1939)
Tappa 4: Riomaggiore scorci totali
- Discesa tra carruggi fino a Riomaggiore, borgo caratterizzato da case torri e stretti vicoli, inserito nella narrazione paesaggistica montaliane.
“E il mare è come un vetro polveroso,
la sua voce si perde tra le valli,
e la scia delle barche s'allunga
per un breve tratto sull'onda.
Qui la nostra vita
è come un sorso d'acqua salmastra,
un brivido che dura un istante,
e poi scompare nel sole.” (Riviere - da Ossi di seppia, Torino 1925)
Itinerario consigliato (4–5 km – circa 2–3 h con letture)
- 1. Inizio a Fegina – visita alla “Villa Montale” e introduzione alla figura del poeta.
- 2. Salita a Punta Mesco – un’ora di cammino su sentiero naturale. All’arrivo: lettura di Punta del Mesco (versi brevi, tono mistico).
- 3. Discesa verso la scogliera – zona della “casa dei doganieri”. Lettura all’orizzonte: La casa dei doganieri (strofetta iniziale).
- 4. Rientro a Monterosso – tra terrazzamenti di limoni, canneti e muri a secco: momento ideale per leggere I limoni.
Il trekking si concentra su Monterosso al Mare, Punta Mesco, e dintorni—luoghi che Montale ha cantato nei suoi versi. Partenze da Fegina (dove sorge la sua “Villa Montale”), si sale verso il suggestivo promontorio di Punta Mesco (una passeggiata panoramica di circa 1 h), poi si scende tra terreni terrazzati con limoni, canneti, vecchie mura fino ai faraglioni affacciati sulla scogliera.
"box poetico"
Meriggiare pallido e assorto
Meriggiare pallido e assorto
presso un rovente muro d’orto,
ascoltare tra i pruni e gli sterpi
schiocchi di merli, frusci di serpi.
Nelle crepe del suolo o su la veccia
spiar le file di rosse formiche
ch’ora si rompono ed ora s’intrecciano
a sommo di minuscole biche.
Osservare tra frondi il palpitare
lontano di scaglie di mare
mentre si levano tremuli scricchi
di cicale dai calvi picchi.
E andando nel sole che abbaglia
sentire con triste meraviglia
com’è tutta la vita e il suo travaglio
in questo seguitare una muraglia
che ha in cima cocci aguzzi di bottiglia.